domenica 4 ottobre 2009

ansia d'assenza

Sono carica e fiduciosa in questi giorni.
Quasi non mi sono accorta che r. non mi scrive più,
Ieri gli ho spedito il suo bel biglietto per le terme e lascerò che l'acqua scorra prendendo la sua via...
Certo non è guarigione è sostituzione. Mi sono dedicata a P.
Ma cerco di essere più serena e meno pressata dal bisogno.
Fa discorsi strani, sul piacersi e la necessità di nascondere i tradimenti... non siamo insieme, sia ben chiaro... ma ho scoperto che la scorsa settimana, mentre era lontano, si è scopato una vecchia amica....mentre io già mi abituavo alla telefonata all'ora fissa e pensavo a cosa indossare quando l'avrei rivisto
Ma è così semplice infilarsi in un buco e tirarsene fuori senza nemmeno smuovere un poco di terra?
Sono proprio fatta con uno stampo avariato... tutto questo mi suggerisce di muovermi guardinga e di serrare ben stretto in mano il guinzaglio del mio cuore.

lunedì 21 settembre 2009

più pare per tutto

Non va bene la paranoia montante
l'ho moltiplicata per due introducendo un nuovo progetto d'uomo nella mia vita:
uno che non scrive e l'altro che non telefona...
bella cazzata
il chiodo schiaccia chiodo mi farà venire il tetano.
Sono lievitata come una mongolfiera.
Mangio per inerzia
sarà per ancorarmi a terra visto che la testa è sempre pronta a volare per i fatti suoi.
Voglio provare a mangiare meno
e soprattutto a disintossicarmi dall'alcool.
Ieri ho iniziato una settimana sans alcool. 
Mi piace la testa leggera che mi lascia
ma il culo si appesantisce, e la regola della media più piccola per far serata, non mi sembra poi così equilibrata.
Voglio staccare la presa del cervello.
Voglio volermi bene,
devo volermi bene, a costo di farmi del male.



martedì 15 settembre 2009

rimpinzata

Due toast cotto e maionese e un the verde
e dopo il nuoto, rientro a casa sotto la pioggia.
Sento freddo e vuoto.... e quel che è più facile da scaldare e riempire è lo stomaco.
E allora perdo il conto dei sorsi di latte, dei biscotti, dei marshmallows e delle piccole fette di banana fritta che mi passano vicino al cuore per fermarsi nello stomaco.
Adesso sono sazia e disturbata.
Sarebbe sano e vigliacco vomitare tutto.
Fare finta che non sia mai successo.
Che quelle labbra e quei denti non erano i miei.
Ma mi caricherò in spalla anche questo eccesso e vedrò di smaltirlo.
Ciò che si merita non va mendicato.
E io merito e non mendico.
Sento di volerlo scrivere qui
ma anche altrove.
Sono incazzata con R. perché, spogliandolo di ogni umana tenerezza, mi ha ingannato.
Per quattro mesi mi scriveva il menù delle sue giornate, tralasciando un PICCOLO particolare....un particolare che vestiva di pizzo rosso e posava per lui.
Sono incazzata con me perchè la dinamica del bastardino in cerca di coccole sembra essere l'unico modo che ho di vivere i sentimenti.
Sostituire una dipendenza con un altra è tutt'altro che libertà.
Almeno la dipendenza da cibo è controllabile e contrastabile
per tutte le altre bisogna affidarsi al cuore....


giovedì 10 settembre 2009

a kiss is not a contract....

Un bacio non è un contratto... ma non so nemmeno perché è accaduto.
Come al solito lascio che le cose mi vengano incontro come fronde scostate dal vento...e io no mi sposto!
Non voglio fermarmi a pensare a quel che ha significato per me la sua schiena sotto le mani ieri sera. Voglio essere maschio per una volta, maschio che si gode il momento e poi non si rivede la scena alla moviola.
Ho deciso di comprare per R. un ingresso alle terme.
glielo spedirò a casa.... perché se la montagna non va a Maometto Maometto andrà alla montagna... lo so che il proverbio è scritto all'opposto e infatti tutto funziona al contrario.
Pensare di averlo vicino quando è lontano, e sentirlo lontano standogli vicino.

mercoledì 2 settembre 2009

zitta come la neve che cade

il silenzio è sceso a coprire con una coltre bianca tutte le parole che non ho detto.
Ho sprecato l'occasione.
Non ho parlato per proteggere me stessa
ma mi son condannata al dubbio eterno.
Sarei bruciata comunque.
Le parole non mi uscivano: chiedevo al limoncello al volo perso e al tempo prezioso di darmi una mano, ma niente, il suono non usciva.
Solo un sospiro e un lungo abbraccio prima di chiudere la porta.
Ti scriverò?
Non conta
Ti penserò?
Sicuro come che respiro.
Ricomincio da me, ripartendo da te.

sabato 29 agosto 2009

Un anno dopo, ad un'altra latitudine

Sono qui in una casa non mia a millemiglia lufthansa lontano da casa 
a raccontare ai tuoi mobili quel che vorrei dirti.
Parlo al sellino della tua bici, al casco appoggiato al manubrio... e riesco a sostenere il loro sguardo.
La tua teiera mi capisce: l'accarezzo chiedendole di prendersi cura di te, e lei accoglie il calore delle mie mani.
Mi dico che non serve a niente, cosa te ne fai di un sentimento che non condividi?
E' per questo meno importante che te ne parli?
L'anno scorso condividevamo la gioia dello scoprirci vulnerabili l'uno per l'altra, macinavamo chilometri e baci e niente ci bastava mai.
Adesso sono sola in casa tua a parlare di te col tuo impermeabile appeso nel tuo armadio....e te fuori a vivere la vita degli altri che ti raccontano dei loro successi.
Me ne fotto dei manuali di autoaiuto, che ti spiegano come funziona il maschio, di come puoi sempre uscirne da gran figa scuotendoti l'amore di dosso come fosse una briciola dal cappotto.
Non sono così. Non ho mai l'ultima parola, non mi interessa l'ultima parola, perché dopo l'ultima parola c'è il silenzio.
Domani sarà l'ultimo giorno. 
Andremo in chiesa insieme, ci sfonderemo di cappuccino pane e marmellata in quella caffetteria francese, litigheremo perché non mi farai pagare.
Poi io mi immergerò nel carnevale giamaicano quel tanto che basta per rendermi insana e capace di guardarti negli occhi dicendoti...
voglio vedere l'imbarazzo nel tuo sguardo, voglio sentire che mi pensi pazza, voglio capire che non c'è più niente ma niente di niente da fare;
e poi me ne andrò altrove per ricominciarmi.