Anzi, non è il tempo che torna, sono io che ripercorro gli stessi sentieri. Cambia l'andatura, cambiano i vestiti ma i panorami son sempre gli stessi, con le stesse domande che affiorano e le stesse risposte che mi affondano.
Questo blog sembra la cronaca degli amori perduti, dei sentimenti tentati... e forse lo è.
D. ti penso che mi consumo.
D. con gli scatti nervosi, lo sguardo perso e le mani forti nel mostrare le tue debolezze.
Mi hai svelato una vita che non ti andava di raccontare. Più scavo e più ne trovo: più scappo lontano e più ti vorrei vicino.
Non devo essere la tua salvatrice, quanta gente me lo dice, quante volte me lo dico.
Ma pensare che stai sul bilico mi fa star male... perché non posso afferrarti per i capelli e trascinarti via dal precipizio? Perché?
Vedermi salvatrice non ti permette di vedermi donna.... ma per essere la tua donna devo sporcarmi le mani, devo 'scendere' al tuo livello.
Cerco di sottrarmi, di fingere che non fa male, che lo so gestire, che lo faccio per te.
Tutto questo si agita nella mia testa; Le mie parole e le mie azioni fanno intuire ben poco.
Sono immobile, con un sorriso standard mentre ti guardo che ti gratti 'perché deve avermi morso un ragnetto', mentre ti guardo dondolare davanti a una birra piccola che non sai come pagare, mentre aspetto che tutto passi e tu rimanga.
La verità è che sto diventando io tossica.
Tossica di te
di sapere che stai bene
di volere che tu stia bene
di cercare di farti star bene
il tuo bene è la mia ossessione
la mia dipendenza.
Non so come aiutarti mentre mi dico che non devo farlo, non posso farlo
che il mio aiuto non ti serve.
Devo aiutare me stessa, cercare la mia felicità altrove... ma come posso cercare la felicità, dirmi che mi merito altro quando girare la pagina significa voltare le spalle?
OHANA.
